sabato 19 maggio 2012

Il ratto è tratto

Capitolo 3, in cui si narra come io e E. arrivammo alla decisione di acquistare due ratti, dove li acquistammo, e del superscienziato che fece sexing. La mamma di Pepper e Ginger.

Cominciamo col dire che il nostro è stato un acquisto sbagliato. Ci sono tantissimi motivi per non acquistare ratti dai garden center tipo il Viridea, Toppy, e consimili. Alcuni sono motivi di opportunità, altri etici. Se volete comprare dei ratti, non fate come noi: potete rivolgervi agli allevatori o alle organizzazioni animaliste e potete adottarli anziché comprarli. Cercate su Internet.

Questo comunque lo dico col senno del poi: il nostro percorso è stato in qualche modo obbligato dalle circostanze e favorito dalla nostra ignoranza in materia.

Dunque. E. ha una storica passione per i roditori di ogni genere. Ha avuto diversi topolini e almeno un criceto. Nel nostro ultimo viaggio fai-da-te in Tanzania le ho organizzato una cosa che nessun tour operator fa, una visita all'Università di Sokoine a Morogoro dove vengono addestrati i cosidetti "ratti" (in realtà: cricetoni giganti) anti-mina HeroRats: penso di non averle mai fatto un regalo più indimenticabile.

Il fatto è che poi questi animaletti muoiono (molto presto, sfortunatamente) e aveva più o meno deciso di non voler passare di nuovo da quel trauma, o almeno stava rimandando. Nel gennaio del 2012 sua cugina, a corto di idee per un regalo di compleanno, ha iniziato a tampinare E. affinché si facesse regalare un criceto. E. non era convinta, ma ogni tanto acconsentiva a fare un giro in qualche negozio di animali per dare un'occhiata.

Così, un giorno, loro sono in giro a dare un'occhiata, e io sono a casa. Ricevo una telefonata di E. A quanto pare in un negozio ha visto dei ratti, l'etichetta dice "ratti di media taglia", quindi non sono di quelli proprio grandi grandi. Il fatto è che nella teca c'è un rattino col cappuccio nero e il corpo bianco che, mentre tutti i suoi compagni dormono disordinatamente accatastati in un angolino, va avanti e indietro come un matto, appoggia il nasino al vetro per guardare E. e sua cugina da vicino, e "si vuole proprio far prendere".

Quel rattino è Pepper che sta esercitando la sua arte di seduttore.

Il rattino esagitato, pare, ha anche un fratellino, uguale a lui ma col cappuccio color miele anziché nero. Ma non si era parlato di prendere un animaletto? Qui si parla di due. Insomma, conveniamo di pensarci su.

Inoltre non si era mai parlato di ratti. Non che abbiamo qualcosa contro i ratti, anzi. Ma non siamo molto informati sull'argomento.

La sera parte la ricerca su Internet. Fra le cose che fortunatamente scopriamo subito, su Internet, c'è il fatto che uno non dovrebbe mai comprare un ratto. I ratti vanno almeno a coppie, perché sono animali sociali e un ratto solo è un ratto depresso. Raccogliamo altre informazioni, tipo che genere di gabbia ci vorrebbe eccetera.

Una delle cose che non scopriamo è che non esiste una cosa come un ratto di media taglia; i ratti sono ratti, e sono tutti uguali. Il cartellino "di media taglia" non indica una qualche fantomatica specie di ratto mignon, ma è un'indicazione per chi compra i ratti come cibo per serpenti: i ratti di medie dimensioni sono semplicemente ratti giovani (che poi, se sfuggono alla loro sorte di vittime sacrificali, diventeranno grandi come tutti gli altri).

E poi, galeotto fu YouTube. La serata si conclude con una antologia di video, e qui si suggella il nostro destino. Dopo aver visto un ratto neonato che dorme nel palmo della mano panza all'aria, un altro che si fa il bagno strofinandosi con acqua e sapone, e un altro che ruba un panino, comincio ad avere l'idea che il dado sia tratto.

Che ratti saranno.

A questo punto devo capire quanto E. sia rimasta effettivamente colpita da quel particolare ratto che ha visto nel pomeriggio. Lei fa abbastanza la vaga, ci pensiamo, vediamo. Così faccio un esperimento alla Lightman Group. Il giorno dopo mio fratello deve venire a pranzo da noi, ed E. sarà impegnata a cucinare, quindi butto lì: teoricamente io potrei anche andare domani mattina al negozio a fermare quei due rattini che hai visto.

E. continua coi suoi ci pensiamo, vediamo. Ma quando è il momento di puntare la sveglia, finiamo ovviamente per puntarla alle 7:30, in modo da avere il tempo di correre al negozio all'orario di apertura, fermare i due rattini, e poi tornare a casa a preparare il pranzo.

Il nostro destino, e quello di Pepper e Ginger, si sta compiendo.

Quindi il giorno dopo partiamo all'alba. Al primo semaforo stiamo già parlando di nomi. E. mi chiede se ho qualche ipotesi; casualmente io mi sono alzato alle 6:30 per avere un'ora di tempo per fare una ricerca in proposito: ho cercato nomi di ratti dai libri di Beatrix Potter (che, per inciso, aveva anche lei un ratto domestico - uno solo, poverino: Beatrix non conosceva i forum di rattofili). Insomma trovo Ginger e Mr. Sprinkles, in realtà non sono ratti ma gatti, ma i nomi mi piacciono. Sfoderata quindi la mia proposta al primo semaforo, E. osserva che "Mr. Sprinkles" è un po' complesso: ma Ginger, zenzero, le piace. Un altro nome di spezia?

Pepper?

Pepper. Ginger e Pepper.

Noi in effetti speriamo che i due rattini siano maschi, e Ginger in effetti suona un po' un nome da femmina, ma pazienza.

Siamo i primi ad entrare appena il negozio apre: di corsa al reparto "zoo", e alla teca dei ratti di medie dimensioni. Di fianco c'è la teca dei ratti di grandi dimensioni, dove c'è un unico rattone bianco solo. E loro ci sono? Eccoli. Uno e uno due. Ginger e Pepper.

Ovviamente bisogna prima dirimere la questione del sesso: l'unica cosa certa è che non vogliamo una coppia di maschio e femmina, più che altro perché non vogliamo un centinaio di cuccioli all'anno da piazzare. Chiamiamo il superscienziato che lavora nel reparto "zoo", e lui ci dà un'occhiata, ovviamente prendendoli per la coda (per la coda! - già questo dà l'idea della sua superscienza in fatto di ratti). A lui basta un'occhiata, perché è un superscienziato: maschio... e maschio. Il "sexing" dei ratti (la determinazione del sesso) teoricamente è molto complicato, meno male che abbiamo trovato un cotale professorone che ci ha tolto dall'imbarazzo in un secondo.

Al superscienziato chiediamo anche l'età di Ginger e Pepper, e in modo altrettanto affidabile ci dice che sono appena svezzati: devono avere circa 2-3 mesi. Il che è assurdo: a 3 mesi i ratti possono avere già una discendenza anche abbastanza copiosa, altro che appena svezzati.

Comunque, a posteriori, l'affermazione giusta fra le due era la prima. Ginger e Pepper dovevano essere davvero appena svezzati (cioè avere una ventina di giorni).

L'omino conclude dando l'unica informazione utile della giornata: quella lì è la loro madre, quel rattone grande e grosso, triste, stanco e solo che sta sdraiato nella teca a fianco, quella dei ratti di grandi dimensioni. Questo, da una parte, vuol dire che ora abbiamo la certezza che Ginger e Pepper diventeranno altrettanto grandi - il che, pare, non ci fa nessun effetto. Dall'altra, quella è l'unica occasione che avremo per vedere la mamma di Pepper e Ginger, la "madre biologica". Direi che lì per lì ci siamo accorti e non ci siamo accorti, dell'importanza della cosa. A posteriori, sono contento di aver visto, anche solo per una manciata di secondi, quella ratta un po' triste. E' difficile dire perché. Ma era giusto vederla. Quei pochi secondi sono il nostro unico legame con la storia di Ginger e Pepper, che, comunque, non sono giocattoli, sono vita; ed erano famiglia, per quanto una famiglia devastata e dispersa. Una famiglia in qualche modo intrecciata con la nostra.

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Nel tardo pomeriggio è tutto un macinare chilometri nell'hinterland milanese alla ricerca di una gabbia adatta, mangimi adatti, accessori, e via dicendo. Stranamente scopriamo che nessuno ha le idee molto chiare su come debba essere fatta una gabbia per ratti. Per fortuna c'è Internet. Alla fine rientriamo con una gabbia per scoiattoli della Imac: non è meravigliosa e col tempo scopriremo che sono necessarie numerose modifiche, ma sta facendo tuttora il suo dovere, in attesa di essere sostituita con un più rattofila gabbiona gigante tipo Perfect. E quasi senza accorgercene abbiamo anche comprato due cubi colorati Ferplast con relativo tubo di collegamento, una ciotolina rossa per il cibo, un beverino Ferplast, una amaca in pile lanoso, un sacco di cibo Rat Nature della Versele-Laga (incredibilmente trovato), due sacchettini di crocchette rispettivamente al formaggio e ai frutti di bosco sempre Versele-Laga, una vaschetta per i bisogni (destinata a non essere mai usata a questo scopo), una confezione di "panini al formaggio" Toasties Prestige, una confezione di biscotti alle noci e formaggio Versele-Laga Happy Life, e un sacchetto di tutolo aromatizzato al limone (che avremmo poi scartato perché le lettiere aromatizzate non sono molto adatte ai ratti e al loro olfatto supersensibile).

In tutto un po' più di cento euro, se ricordo bene. (Pepper e Ginger costavano sui 5 euro l'uno).

Quindi... siamo pronti?
Allacciate le cinture?
Inspirato a fondo?
Ok, allora...

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