mercoledì 25 aprile 2012

Un topo in casa

"Vuoi dire che ti sei messo un topo in casa? Svengo."

"No. Sono due, e poi non sono topi: quello è il Mus musculus. Questi sono Rattus (norvegicus). La specie è nota con numerosi nomi comuni, ma sono tutte calunnie."

Così, più o meno, una delle mie recenti conversazioni su Facebook, con una dei tanti che fanno fatica a capacitarsi del fatto che si possa scegliere un ratto come pet. Rimane una decisione molto anticonformista. La maggior parte della gente che ne sente parlare è ansiosa di dirti subito qual è la "cosa" che trova più repellente nei ratti. Il che non è molto carino.

"Offro io, ieri è nata mia figlia". "Ah, si? Mmmh, a me farebbe veramente schifo cambiare un pannolino pieno di escrementi maleodoranti, o farmi vomitare addosso."

In realtà non è un fatto di scortesia: è che nessuno sospetta che sia un po' offensivo sentire paragonare i tuoi animaletti da compagnia alla peste bubbonica. La mia tesi è che questa apparente mancanza di sensibilità sia dovuta al fatto che nessuno sa che ai ratti - si insomma, alle pantegane - non ci si affeziona: dei ratti ci si innamora. Parlare di questo amore è uno degli scopi di questo blog.

L'innamoramento è un processo complesso, con i suoi alti e bassi, euforie e demoralizzamenti, e una corrente di eventi troppo impetuosa per rendersi subito conto di tutto. Poi, gli eventi tornano alla mente, si ricollegano, formano delle storie, diventano ricordi; e per la precisione, bei ricordi. O comunque intensi. Insomma, c'è stato un giorno in cui sono tornato a casa e ho detto a E.:

Ascolta, io questo discorso te lo devo fare, anche se non ti sembrerà bello. Ora, io non proporrei mai di riportare questi ratti indietro al negozio, ora che sappiamo che fine farebbero. Ma vorrei che tu prendessi sul serio questo: che se devono diventare una croce, visto che loro sono infelici e noi pure, piuttosto ti dico, li portiamo nel Parco Agricolo Milano Sud, gli cerchiamo un bel posticino appartato, e li lasciamo liberi. Magari se la caveranno o magari no, non lo possiamo sapere; avranno la loro chance di vivere una normale vita da ratti.

Si, ho fatto davvero questo discorso. Qualche giorno dopo ero sdraiato nella vasca da bagno con un frugolino bianco e nero accoccolato nell'interno gomito e gli gratticchiavo la testa cantando a bassa voce Sono un teppista degli Skiantos: sono un gran teppista, c'ho in testa la conquista, sono il primo della lista. Si può dare assolutamente per scontato che a un ratto maschio di venti giorni un mese il punk rock bolognese piace.

Lui, il teppista, Pepper il mordarolo, se ne stava lì a farsi fare i grattini dietro le orecchie e "faceva cri cri coi denti". Si era salvato dal rigido febbraio del Parco Agricolo Sud Milano.

...

Un sacco di gente ha ratti da compagnia - insomma, forse non siamo proprio tantissimi, ma siamo in tanti - e quindi il racconto che mi accingo a scrivere non è poi molto giustificato, in termini assoluti. Allo stesso tempo, soggettivamente: mai mi sarei aspettato che l'ingresso di due ratti in casa nostra potesse essere così coinvolgente (o travolgente) e quindi così memorabile. E siccome l'impetuosa corrente di eventi continua a travolgerci, ed è difficile anche solo rendersi bene conto di tutto se non ci si ferma ogni tanto a pensare... alla luce di tutto questo, dunque, ho deciso di tenere un diario del nostro viaggio a Ratlandia.

E ancora: poiché i nostri amici sono oggetto di radicati e ingenerosi pregiudizi, ed è così poco noto (in Italia) che si possano tenere dei ratti come animali da compagnia - e perché molti ci hanno detto e ripetuto "dovreste scriverle, queste cose che ci raccontate" - ho pensato di rendere pubblico questo blog cosicché tanto i conoscenti interessati, quanto gli sconosciuti in procinto di scegliere un roditore da compagnia - o per qualsiasi altro motivo condotti qui dalle loro ricerche su gùgol - possano trarne eventuale beneficio.

E' importante premettere comunque che non siamo esperti dell'accudimento di ratti (né tantomeno del loro allevamento): questo è solo un diario e un passatempo, per chi scrive e per chi legge. Su Internet si trovano moltissimi siti sull'argomento, gestiti da appassionati, e che consiglio di consultare a chi abbia bisogno di informazioni. Molti di questi siti sono forum o hanno pagine di Facebook associate, attraverso cui potrete anche avere un dialogo con esperti rattari con un curriculum di decenni di allevamento di ratti felici e sani. Chiedete a loro.

Qui si parla solo: di me, di E., di Pepper e di Ginger.
A partire dal prossimo post.